Bonus mobili ed elettrodomestici: come funziona

come funziona

Hai mai sentito parlare del bonus mobili ed elettrodomestici? Aguzza la vista e prendi carta e penna perché, se sei interessato alla tecnologia, potresti trovare la soluzione per acquistare i dispositivi che hai sempre sognato senza spendere una fortuna.

Come abbiamo accennato nel nostro precedente articolo Soluzioni smart e ristrutturazioni: risparmiare sfruttando la tecnologia il bonus messo a disposizione dal governo è una gran bella opportunità da non farsi scappare.

Bonus mobili ed elettrodomestici: risparmia fino a 5mila euro

La prima clausola per accedere alle detrazioni riguarda la classe energetica degli elettrodomestici acquistati.

L’Agenzia delle Entrate richiede infatti che siano di classe non inferiore alla A+ (A per i forni); il secondo elemento è che riguardino immobili oggetto di ristrutturazione.

Insomma non basta acquistare un frigorifero all’avanguardia per ottenere l’agevolazione ma è importante che sia destinato ad un’abitazione in cui siano in corso lavori, per esempio, di isolamento termico, coibentazione e così via.

Altrimenti il risparmio energetico ottenuto dall’acquisto di un nuovo elettrodomestico avrebbe un effetto sulla riduzione dell’inquinamento pari a quello di una goccia nell’oceano.

Bonus mobili ed elettrodomestici: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

L’agevolazione – specifica sempre l’Agenzia delle Entrate – è stata prorogata dalla recente legge di bilancio anche per gli acquisti che si effettuano nel 2019, ma può essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato non prima del 1° gennaio 2018.

Le modalità di ottenimento del rimborso sono invece le stesse che valgono per tutte le altre detrazioni ovvero bisogna presentare la documentazione richiesta in fase di dichiarazione dei redditi.

Per ottenere il bonus, come noto valido sia per l’acquisto di mobili che di elettrodomestici, è dunque indispensabile intraprendere anche una ristrutturazione.

Un’altra clausola riguarda la data di inizio dei lavori: è indispensabile che sia precedente all’acquisto dei beni.

Insomma: non è possibile chiedere un rimborso per l’acquisto di un climatizzatore hi-tech preannunciando una ristrutturazione che, però, non è ancora iniziata.

Quali mobili ed elettrodomestici rientrano nel bonus?

Non tutti i mobili e gli elettrodomestici, va da sé, sono detraibili.

Ecco un esempio dei mobili ammessi: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione.

Sì, dunque, a tutto quanto rientra nel campo dell’arredo mentre è da ritenersi escluso quanto concerne il settore delle ristrutturazioni inglobato in un altro tipo di bonus (parquet, mattonelle, porte, tende, tendaggi e complementi di arredo).

Quanto agli elettrodomestici, essi devono essere come accennato di classe energetica A.

Non basta, tuttavia, soltanto la classe energetica ma anche la tipologia di elettrodomesntico.

Ecco dunque un elenco dei dispositivi detraibili: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Non sono ammessi, naturalmente, piccoli dispositivi come frullatori, estrattori, sbattitori e simili.

Massimo importo detraibili e rate

Un altro errore che commettono in tanti, infine, è quello di pensare che il rimborso avvenga subito e in un’unica soluzione come fosse un qualunque altro tipo di sconto.

Non è assolutamente così: come avviene per le altre tipologie di detrazioni, infatti, la restituzione delle somme investite per l’acquisto degli elettrodomestici viene restituita in dieci rate di pari importo.

Spendendo 10 mila euro, per esempio, per l’acquisto di lavatrice, asciugatrice, lavastoviglie e climatizzare, lo Stato prevede che vengano restituiti 5mila euro in 10 rate da 500 euro l’una.

Come accennato, il limite dei 10.mila riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione.

Quindi, il contribuente che esegue lavori  su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.

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