Buoni risultati dal lavoro USA, salgono le Borse mondiali

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Gli Stati Uniti continuano a fornire buoni risultati macroeconomici: considerando che il dato sull’employment report era quello più atteso della settimana (insieme alla riunione BoE), niente di meglio che sfruttare la buona soddisfazione dell’elemento statistico per poter trarre la giusta fiducia sui mercati azionari, con le principali piazze finanziarie internazionali che hanno recuperato una parte del terreno perso, e chiuso la settimana in positivo spolvero.

Grazie a ciò – ma non solo – Piazza Affari ha ad esempio chiuso la giornata in rialzo del 2,4%, facendo meglio di Londra + 0,79%, di Francoforte + 1,36% e di Parigi + 1,49%. A Milano, gli investitori della Borsa Italiana hanno acceso i riflettori soprattutto sul settore bancario, con la nuova notizia d’attenzione del giorno che è stata rappresentata dal fatto che Mediobanca ha annunciato ufficialmente il proprio interesse a partecipare al fondo Atlante 2, e alla ricapitalizzazione di Monte dei Paschi di Siena.

In ambito Forex, la giornata ha visto l’euro perdere terreno e scendere sotto quota 1,11 contro dollaro (movimento atteso, considerato il buon risultato dell’employment report). Di contro, la valuta unica europea si rafforza nei confronti dello yen, con passaggio di mano a 112,77. Il dollaro statunitense si rafforza invece nei confronti della valuta giapponese, andando a 101,91. Lo spread tra i Btp e i Bund decennali appare poco mosso intorno ai 120 punti base, con rendimento sul mercato secondario dei nostri titoli di Stato a 10 anni pari all’1,14 per cento.

Tra le altre notizie macro della giornata, in Francia viene annunciato il peggioramento del deficit commerciale del primo semestre di 1,1 miliardi di euro, a quota 24 miliardi di euro, grazie al pesante e negativo contributo derivante dal settore manifatturiero e dalla bolletta elettrica. Nei sei mesi, l’export è calato dell’1,4 per cento, mentre l’import è diminuito dell’1 per cento.

Infine, sul fronte delle materie prime rileviamo l’oro in lieve rialzo, con il lingotto che passa di mano, con consegna immediata, a un prezzo di 1.361 dollari l’oncia, mentre il petrolio si mantiene in una condizione di stabilità, con quotazione tra i 41,5 e i 41,8 dollari al barile.

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