Grotte, un bene da tutelare ad ogni costo. Nuova legge in arrivo

Nuova legge per le grotte italiane

Chi potrebbe mai pensare di gettare una lattina vuota in un luogo da sogno, baciato dagli dei come la Grotta Azzurra di Capri? Chi lascerebbe mai una cartaccia nella cosiddetta Grotta delle Capre, sul promontorio del Circeo, nella Grotta di Tiberio a Sperlonga, a Matera, in Sicilia o in Sardegna?

Eppure, i turisti e gli incivili che lasciano rifiuti deturpando le spelonche più belle d’Italia sono numerosissimi e agiscono in maniera indiscriminata. È per questo che il parlamento sta approntando una nuova proposta di legge.

Come per altri beni naturali, chi inquina, deturpa, sporca o saccheggia rischia di pagare le infrazioni a caro prezzo con multe salate che vanno da 2000 fino a 50.000 euro ma con la nuova normativa le sanzioni saranno più efficaci. L’idea, come spesso quando si tratta di questioni ambientali, arriva dalla  deputata penstastellata Patrizia Terzoni che ha presentato una proposta si legge in commissione Ambiente alla Camera.

L’obiettivo è la ”tutela, la valorizzazione, la gestione, lo sviluppo e l’utilizzo sostenibile del patrimonio geologico e speleologico”, oltre a riconoscerne il ”valore, l’importanza e il pubblico interesse”. A fronte di diverse leggi e regolamenti regionali, infatti, in Italia manca una legge-quadro onnicomprensiva ma, soprattutto, in Italia ad oggi non c’è un registro o un cosiddetto catasto in cui consultare la presenza di  aree carsiche, cavità naturali, grotte, forre o gole, terresti o marine.

Il che è una grave mancanza se si pensa che l’Italia è tra le nazioni più ricche in assoluto di questi tesori che, oltre a rappresentare bellezze naturali di inestimabile valore possono anche essere delle importanti risorse turistiche. “I geositi – scrive al proposito la deputata – devono essere considerati come parte costitutiva del paesaggio e come tali devono essere tutelati dall’articolo 9 della Costituzione.  […] Una particolare attenzione è rivolta alla tutela di questi meravigliosi luoghi e all’istituzione di un catasto nazionale condiviso”.

Si tratterà inoltre di chiarire, conla legge in questione,  il ruolo di diverse associazioni ambientaliste italiane come il Club alpino italiano, la Società speleologica italiana e molte altre e  di promuovere la formazione tecnica degli speleologi e delle guide turistiche.

Considerati come siti di elevato valore ambientale, le grotte e le cavità sono tutelate da norme che vietano l’abbandono di rifiuti, l’alterazione del regime idrico, la rimozione o il danneggiamento di rocce, concrezioni, fossili e reperti paleontologici.

L’inosservanza dei divieti e delle norme di tutela, prevedono sanzioni amministrative piuttosto salate che vanno da 5.000 a 50.000 per l’alterazione del regime idrico; da 2000 a 20.000 euro per l’abbandono di rifiuti e da 5.000 a 50.000 euro in caso di asportazione o danneggiamenti.

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