Telecomunicazioni
La sezione dedicata agli apparati telegrafici costituisce il primo nucleo di oggetti conservati dall'Amministrazione p.t. a cui si è aggiunto nel tempo il materiale postale, filatelico e marcofilo.
Sono esposti in diverse aree una serie di cimeli e oggetti particolari come testimonianza dei sistemi di comunicazioni a distanza, da quelli ottici a quelli a distanza fino alle scoperte di Meucci e Marconi e la storia della nascita e sviluppo dei mezzi televisivi.
Si trovano in esposizione nelle apposite vetrine alcuni modellini artigianali(* ) tra cui la ricostruzione del famoso Telegrafo ad acqua e segnalazioni luminose descritto da Enea il Tattico e usato dai cartaginesi.
Si continua con la lettura storica della telegrafia: i primi telegrafi ottici dell'abate francese Chappe che segnano l'ingresso nella moderna telegrafia, la scoperta della corrente elettrica, l'invenzione della pila da parte di Alessandro Volta nel 1799 e gli studi di André Marie Ampere che rivoluzionarono i sistemi di trasmissione telegrafica.
Sono esposti due apparati telegrafici la cui invenzione da parte di Samuel Finley Breese Morse del 1838 costituisce il più antico tra i sistemi telegrafici elettrici. In Italia, l'istituzione della telegrafia elettrica risale al 1847, con apparati come il Breguet, che dal Granducato di Toscana trasmetteva fino a Parigi .
Una postazione Morse ha funzione dimostrativa dell'alfabeto trasmittente-ricevente con i tipici segnali brevi e lunghi (punto-linea).
Il Museo inoltre conserva apparati appartenenti agli Antichi Stati italiani e quelli Hughes con la caratteristica tastiera a pianoforte e i tasti contrassegnati da lettere.

Per trasmettere scritti e disegni un altro tipo di telegrafo in esposizione e che merita di essere osservato è il pantelegrafo, un apparecchio telegrafico elettrochimico messo a punto da Giovanni Caselli. La prima invenzione brevettata nel 1861, fu messa in servizio nel 1870 tra Parigi e Lione e fu utilizzato anche in Inghilterra e in Russia.
Il settore dedicato alla telefonia ospita un 'ampia rassegna con il materiale dedicato ad Antonio Meucci e la riproduzione fedele da descrizione dello stesso inventore di modelli di telefono risalenti al 1857 e 1867. Sono esposte in vetrina le lettere autografe dello stesso Meucci.

1864 - Lettera di Meucci al fratello
Una vetrina è dedicata dedicata all'illustrazione delle Pile Bunsen, originale scoperta dell'nventore stesso.
Molto interessante è la raccolta di telefoni tra cui quello appartenente alla regina Margherita e costruito da G.B. Marzi nel 1883, il telefono Fatme modello usato da Vittorio Emanuele II per le chiamate al centralino, con manovella, il telefono utilizzato da B. Mussolini da Piazza Venezia in Roma.

Telefono Regina Margherita
Lo spazio dedicato alla originale scoperta di G. Marconi occupa per estensione e particolarità una sezione che è descritta a parte ma il cui percorso espositivo chiude la sezione delle comunicazioni con una ricostruzione della cabina del Panfilo Elettra

E' molto interessante la collezione delle radio antiche e ad uso militare
tra cui singolare è la storia della macchina elettro-meccanica Enigma usata dalle Forze Armate tedesche per cifrare (e decifrare).

(*) ad opera di A.Fazzini - artigiano del Museo storico