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Telegrafo a livello d'acqua e segnalazioni ottiche
descritto da Enea il Tattico nel IV Sec. A.C
Enea il Tattico

Narra Polibio, storico greco, che Enea il Tattico, vissuto nel IV secolo a.C., descrisse uno strumento, forse inventato dai Cartaginesi, adatto alle comunicazioni a grande distanza. Il congegno era fondato sull'utilizzo di due recipienti cilindrici in rame, di pari misure e dimensioni, aventi alla base un foro calibrato di ugual diametro, chiuso da uno spinotto il legno. Ogni cilindro, riempito di acqua, portava a galla un tappo di legno che scorreva verticalmente lungo l'asse del recipiente con il defluire dell'acqua. Su questo tappo era fissata l'asta verticale che, a diverse altezze, era incisa o dipinta, con figure ideogrammatiche, espressive di notizie e situazioni. Colui che trasmetteva, segnalava con fiaccola al suo corrispondente il momento in cui, contemporaneamente, si dovevano estrarre gli spinotti.
L'acqua defluiva da entrambi i recipienti, in uguale quantità, ed il galleggiante si abbassava, portando l'asta ed il messaggio prescelto, a collimare con il bordo del cilindro. Altro segnale con la fiaccola, e gli spinotti, bloccando il defluire dell'acqua, fermavano la comunicazione ed i suoi contenuti. Con questo sistema, il messaggio da colle a colle, correva rapidamente e la notizia raggiungeva il destinatario a grande distanza, in tempi accettabili.


 

 

Realizzazione - Ultima revisione 22/11/2007

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